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Echi di storia Festival mira in ogni edizione a spaziare nel tempo, dall'età antica alla contemporanea, su temi di grande rilevanza con un approccio multidisciplinare, inteculturale e multigenerazionale.

Mettere al centro del discorso la storia e la Svizzera italiana come luogo d’incontro vuol dire, in un'ottica di public history, aprirsi al valore della transnazionalità e della libertà di ricerca e di pensiero.

Il Festival ha un obiettivo e una finalità: per un pubblico il più ampio e composito possibile coniugare i grandi temi della storiografia con la capacità di divulgazione. Senza offrire soluzioni semplicistiche, vuole aprire il pubblico alla riflessione e a interrogare il presente alla luce del passato. 


Il tema della 3a edizione di Echi di Storia Festival, “Popoli”, nasce dalla volontà di esplorare le basi della convivenza umana, costruita attorno alla convinzione di appartenere a un gruppo comune.

Dall’antichità a oggi la parola popolo ritorna costantemente nel discorso politico, giuridico, religioso, culturale e storiografico, ma non conserva mai un significato unico e stabile. Che cosa si intende quando si parla di popolo?

Di quale realtà si parla quando si evocano il popolo sovrano, il popolo eletto, il popolo in armi, il popolo della nazione, i popoli senza Stato, i popoli oppressi, i popoli “primitivi”, i popoli d’Europa, i popoli dell’Oriente?

E che cosa accade quando questa parola viene usata per unire, per distinguere, per escludere, per gerarchizzare?

"Popolo" non è una categoria stabile né innocente. Non rinvia a un dato naturale, ma a una costruzione storica, a una forma di autorappresentazione collettiva, a un dispositivo insieme politico e simbolico che muta nel tempo e che può includere o escludere, emancipare o subordinare, unire o dividere.

Nel corso dell’età moderna e contemporanea questa parola ha assunto significati molto diversi. Nell’Ottocento si è intrecciata ai processi di costruzione degli Stati nazionali e alle idee di lingua, cultura e destino condiviso. Nel Novecento si è saldata, in alcuni contesti, alle teorie della razza, alle ideologie totalitarie, alle pratiche di esclusione e di persecuzione; in altri, è divenuta parola di rivendicazione democratica, di liberazione, di autodeterminazione.

Oggi, in un mondo segnato dalla mobilità globale, dal pluralismo culturale e dalla crisi delle appartenenze tradizionali, il concetto di popolo continua a occupare il centro del dibattito pubblico, attraversato da tensioni tra identità nazionali e integrazione sovranazionale, tra memorie collettive e narrazioni concorrenti, tra sovranità, confini e interdipendenze economiche.

Echi di Storia intende collocare queste tensioni entro una prospettiva storica di lunga durata, sottraendole alla semplificazione del dibattito immediato e restituendo complessità alle parole che usiamo.

Il percorso dell’edizione 2026 attraversa epoche e spazi diversi, dall’Europa dei nazionalismi ottocenteschi alle fratture del Novecento, dai Balcani a trent’anni dagli accordi di Dayton alle dinamiche del Medio Oriente contemporaneo, dalle vicende della minoranza jenisch in Svizzera al cosiddetto Grande Gioco in Asia centrale, fino alla riflessione sul rapporto tra lingua, razza e costruzione dell’identità collettiva.

In questo intreccio di temi e contesti, il Festival mette in dialogo la storia delle idee con la storia sociale e politica, la dimensione europea con quella globale.

Patrociniano "Echi di Storia"

Tema del festival #26:
POPOLI. Tracce, storie, visioni.