Se il Novecento si conclude con le guerre che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia, il XXI secolo sembra riservare all’area dei Balcani occidentali il destino di un Medio Oriente europeo: periferia dell’Europa, animata da rigurgiti nazionalisti e tensioni irrisolte, crocevia di interessi globali, contesa da vecchi e nuovi imperialismi che estendono fin qui i loro tentacoli. I nodi irrisolti della storia e l’oblio calato sulle efferatezze delle guerre rendono difficile la convivenza quotidiana e inaspriscono i contrasti tra popoli, religioni, lingue e alfabeti, di un crogiolo culturale altrimenti estremamente ricco e vivace.
L'evento si svolge in collaborazione con il Centro Pen della Svizzera italiana e retoromancia:
Image Text Color: Light
ABSTRACT
Se il Novecento europeo si è simbolicamente chiuso con le guerre che hanno accompagnato la dissoluzione della Jugoslavia, il XXI secolo sembra assegnare ai Balcani occidentali un ruolo ambiguo e instabile, spesso descritto come quello di un “Medio Oriente europeo”. Questa definizione, pur semplificante, richiama l’immagine di una regione percepita come periferica rispetto all’Europa comunitaria, ma al tempo stesso centrale per equilibri geopolitici più ampi, attraversata da tensioni latenti, fragili assetti istituzionali e persistenti rivendicazioni identitarie.
L’area...
Excerpt: Nel XIX e XX secolo il popolo Jenisch, originariamente nomade, è stato bersaglio in Svizzera di vere e proprie persecuzioni, riconosciute nel 2025 come un crimine contro l’umanità. L’«Opera per i bambini della strada», programma di Pro Juventute, ha, ad esempio, sottratto centinaia di bambine e bambini a famiglie jenisch per ricollocarli in istituti o presso famiglie affidatarie.
Image Text Color: Dark
ABSTRACT:
Nel corso del XIX e soprattutto del XX secolo, il popolo Jenisch — una minoranza tradizionalmente nomade presente in Svizzera e in altri paesi europei — è stato oggetto di politiche discriminatorie e repressive che oggi vengono sempre più chiaramente riconosciute come gravi violazioni dei diritti umani. Queste pratiche, culminate in interventi sistematici di assimilazione forzata, sono state ufficialmente qualificate nel 2025 come un crimine contro l’umanità.
Tra le iniziative più emblematiche vi è l’«Opera per i bambini della strada» promossa dalla Pro Juventute, attiva tra...
Osservazioni: L'evento è svolto in collaborazione con la Fondazione Diritti Umani e il Festival Histoire et Cité.
Excerpt: I popoli immaginano sé stessi, immaginano altri popoli e vengono a loro volta immaginati da essi. Questo continuo lavoro di rappresentazione dell’Altro è stato spesso all’origine di costruzioni identitarie, ideologiche e politiche. In tal senso, il rapporto della Russia con i suoi Orienti costituisce un caso di studio particolarmente significativo, soprattutto se si considerano eventi storici quali la colonizzazione russa dell’Eurasia settentrionale, il processo di definizione della frontiera sino-russa e le relazioni instaurate dall’amministrazione imperiale con le popolazioni che attraversavano quello spazio di confine.
La storica Naïma Magetti introdurrà il dialogo presentando il festival Histoire et Cité.
L'evento si svolge in collaborazione con:
Image Text Color: Light
ABSTRACT:
L’intervento di Iacopo Adda e il dialogo con Paolo Bernasconi, presidente dalla Fondazione Diritti Umani, intitolato *“La Russia e i suoi Orienti. Dalla dominazione mongola alla guerra russo-giapponese”*, propone una riflessione di lungo periodo sul modo in cui la Russia ha costruito, immaginato e governato i propri “Oriente”, intesi non solo come spazi geografici ma come categorie culturali e politiche.
Punto di partenza è l’idea che i popoli non esistano come entità date una volta per tutte, ma si formino attraverso un continuo gioco di rappresentazioni reciproche: ogni...