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Sergio Roic

Biografia:

Sergej «Sergio» Roic (Sebenico, 1959) è uno scrittore, giornalista e traduttore svizzero di origini croate. Cresciuto a Lugano e laureatosi in Filosofia e Lettere a Zagabria, ha saputo coniugare un’intensa attività giornalistica — legata soprattutto alle pagine culturali del Corriere del Ticino — con una produzione letteraria eclettica e profonda. 

È una figura centrale nel panorama culturale svizzero-italiano: copresidente del PEN Club della Svizzera italiana e responsabile PR dell'associazione Globus et Locus. Accanto alla scrittura, coltiva una grande passione per il tennistavolo, sport di cui è stato pluricampione regionale.

La sua carriera di narratore decolla precocemente con "Innumerevoli uomini" (1991), opera che gli vale il Premio Campione d’Italia. La sua scrittura si distingue per la capacità di muoversi tra realtà e astrazione, come dimostrato in "Il tempo grande" (2004) e nel successivo "Il gioco del mondo / Achille nella terra di nessuno" (2012), romanzo selezionato dalla fondazione Pro Helvetia che esplora i confini dell'identità
Particolarmente affascinato dai linguaggi artistici e dalle ucronie, Roic ha pubblicato "Omaggio a Paul Klee" (2013) e il suggestivo "Vorrei che tu fossi qui - Wish you were here" (2017). Negli ultimi anni ha osato confrontarsi con i classici della fantascienza filosofica scrivendo "Solaris - parte seconda" (2019), ideale prosecuzione del capolavoro di Stanisław Lem, e ha firmato "Ferìta. Giovanna d'Arco, anno 1971" (2022), un romanzo che reimmagina la figura della Pulzella d'Orléans nel contesto delle rivolte giovanili del secolo scorso.
 
Oltre alla narrativa, ha pubblicato saggi-intervista con grandi intellettuali (come Predrag Matvejević e Piero Bassetti) e testi legati alla sua passione sportiva, tra cui "La tribù del tavolo verde", cronaca romanzata del mondo del tennistavolo.

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Se il Novecento si conclude con le guerre che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia, il XXI secolo sembra riservare all’area dei Balcani occidentali il destino di un Medio Oriente europeo: periferia dell’Europa, animata da rigurgiti nazionalisti e tensioni irrisolte, crocevia di interessi globali, contesa da vecchi e nuovi imperialismi che estendono fin qui i loro tentacoli. I nodi irrisolti della storia e l’oblio calato sulle efferatezze delle guerre rendono difficile la convivenza quotidiana e inaspriscono i contrasti tra popoli, religioni, lingue e alfabeti, di un crogiolo culturale altrimenti estremamente ricco e vivace.

L'evento si svolge in collaborazione con il Centro Pen della Svizzera italiana e retoromancia:

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