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Popoli, etnie, nazioni e razze nella storia umana

29 Mag, 2026 —  20.30–22.00
Venerdì 29 Maggio 2026 — 
Ore 20.30–22.00
Asilo Ciani Viale Carlo Cattaneo 5 6900 Lugano

ABSTRACT


Il dialogo proposto da Andrea Graziosi e Sandra Sain al festival “Echi di storia” intende affrontare in chiave critica e storicamente fondata uno dei nodi più complessi del pensiero moderno e contemporaneo: il rapporto tra i concetti di popolo, etnia, nazione e razza. L’intervento si inserisce in un dibattito oggi più che mai attuale, segnato dal ritorno di retoriche identitarie e da una rinnovata centralità del “popolo” nel discorso politico e culturale.

Muovendo da una prospettiva di lunga durata, il dialogo ricostruisce come queste categorie non siano realtà naturali o immutabili, ma costruzioni storiche, nate dall’intreccio tra fattori culturali, politici e ideologici.

La domanda fondamentale — che cosa sia un “popolo” e quali elementi lo definiscano (lingua, territorio, religione, memoria, istituzioni) — attraversa i secoli e assume risposte diverse a seconda dei contesti.

In età contemporanea, si è progressivamente affermata l’idea che i popoli siano comunità compatte, dotate di una propria identità profonda e di un legame quasi organico con uno spazio geografico, fino a essere considerati i veri soggetti della storia.

L’intervento mette in discussione questa visione, evidenziando come tali rappresentazioni abbiano contribuito tanto alla costruzione delle moderne democrazie quanto alla giustificazione di conflitti, esclusioni e gerarchie. Il confronto tra i diversi concetti — popolo, etnia, nazione, razza — permette di mostrare come essi si siano sovrapposti e contaminati nel tempo, producendo modelli interpretativi spesso ambigui: da un lato strumenti di emancipazione e legittimazione politica, dall’altro dispositivi di classificazione e discriminazione.

Particolare attenzione sarà dedicata alle conseguenze storiche delle diverse impostazioni: una visione puramente politica del “popolo”, fondata sulla cittadinanza e sulla partecipazione, verrà messa a confronto con concezioni alternative — etniche, religiose o razziali — che hanno generato, in molti casi, violenze estreme e tragedie collettive. Le grandi ideologie del Novecento, così come i conflitti più recenti, mostrano infatti quanto potente e pericolosa possa essere la pretesa di definire rigidamente chi appartiene a un popolo e chi ne è escluso.

Allo stesso tempo, il dialogo evidenzia le tensioni e le contraddizioni del presente: mentre una parte del pensiero contemporaneo ha insistito sull’idea dei popoli come “comunità immaginate”, altre correnti — trasversali agli schieramenti politici — continuano a riaffermarne una concezione sostanziale e identitaria. Ne emerge un quadro complesso, in cui il concetto di popolo rimane centrale ma profondamente problematico, oscillando tra costruzione culturale e realtà vissuta.

L’obiettivo dell’intervento è dunque duplice: da un lato fornire strumenti storici per comprendere la genesi e l’evoluzione di queste categorie; dall’altro stimolare una riflessione critica sul loro uso nel presente. Il dialogo con il pubblico sarà parte integrante di questo percorso, nella convinzione che interrogarsi su cosa significhi oggi parlare di “popoli” sia essenziale per comprendere le dinamiche politiche, sociali e culturali del mondo contemporaneo.

Evento:


  • Data:
    Venerdì 29 Maggio 2026
  • Ore:
    20.30–22.00
  • Luogo:
    Asilo Ciani Viale Carlo Cattaneo 5 6900 Lugano

Prezzo biglietto:


Intervento di:


Andrea Graziosi (1954) è professore emerito all’Università di Napoli Federico II, associé del Centre d’études des mondes russe, caucasien et centre-européen (Parigi), e fellow dell’Ukrainian Research Institute e del Davis Center for Russian and Eurasian Studies (Harvard).
Sandra Sain, laureata in Lingue e Letterature straniere presso l'Università Cattolica di Milano, è una giornalista culturale svizzera. Dal al 2014 ricopre il ruolo di Responsabile della rete culturale (Rete Due) della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

Modera/ Dialoga con:
Sandra Sain