
Crimini contro l’umanità in Svizzera. Storia e storie del popolo Jenisch
Ore 11.30–13.00
ABSTRACT:
Nel corso del XIX e soprattutto del XX secolo, il popolo Jenisch — una minoranza tradizionalmente nomade presente in Svizzera e in altri paesi europei — è stato oggetto di politiche discriminatorie e repressive che oggi vengono sempre più chiaramente riconosciute come gravi violazioni dei diritti umani. Queste pratiche, culminate in interventi sistematici di assimilazione forzata, sono state ufficialmente qualificate nel 2025 come un crimine contro l’umanità.
Tra le iniziative più emblematiche vi è l’«Opera per i bambini della strada» promossa dalla Pro Juventute, attiva tra il 1926 e il 1973. Con l’obiettivo dichiarato di “sedentarizzare” e integrare i Jenisch nella società dominante, questo programma ha portato alla sottrazione di centinaia di bambini e bambine alle loro famiglie. I minori venivano collocati in istituti, famiglie affidatarie o ambienti lavorativi, spesso subendo isolamento, abusi e la perdita della propria identità culturale e linguistica.
La conferenza si propone di analizzare le condizioni sociali, politiche e culturali che hanno reso possibile l’attuazione e la legittimazione di tali pratiche. In particolare, si inserirà il caso Jenisch nel più ampio quadro delle cosiddette “misure coercitive a scopo assistenziale”, adottate in Svizzera fino agli anni ’80 del Novecento nei confronti di persone considerate “asociali” o “inadatte”.
A partire dagli anni 2000, e in modo più deciso nel decennio successivo, lo Stato svizzero ha avviato un processo di riconoscimento e riparazione. Nel 2013 il Consiglio federale ha presentato scuse ufficiali alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale, riconoscendo la responsabilità delle autorità pubbliche. Questo percorso è proseguito con l’adozione, nel 2016, della legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981, che ha istituito un fondo di solidarietà destinato alle persone colpite. Migliaia di vittime hanno così potuto ottenere un contributo finanziario simbolico, accompagnato da misure di sostegno e accesso agli archivi.
Parallelamente, sono stati promossi lavori di ricerca storica indipendente, iniziative commemorative e progetti educativi, con l’obiettivo di preservare la memoria di quanto accaduto e favorire una presa di coscienza collettiva. Il riconoscimento del 2025 come crimine contro l’umanità rappresenta un ulteriore passo in questo processo, rafforzando l’impegno istituzionale contro ogni forma di discriminazione e per la tutela delle minoranze.
Attraverso il contributo delle nostre e dei nostri ospiti si discuteranno le responsabilità istituzionali, i meccanismi di esclusione sociale e le conseguenze a lungo termine di queste politiche. L’incontro offrirà inoltre uno spazio di riflessione sul processo di riconoscimento e riparazione, interrogandosi su come la memoria di questi eventi possa contribuire a promuovere una maggiore consapevolezza e tutela dei diritti delle minoranze oggi.
ULTERIORI INFORMAZIONI:
Evento:
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Data:Sabato 30 Maggio 2026
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Ore:11.30–13.00
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Luogo:Asilo Ciani Viale Carlo Cattaneo 5 6900 Lugano





