ABSTRACT
Come si costruisce una nazione dove non esiste un solo popolo, una sola lingua, una sola cultura?
Di fronte all’ascesa dei nazionalismi europei, la Confederazione elvetica ha dovuto inventare sé stessa: trasformare una realtà frammentata in una comunità immaginata, coesa e riconoscibile. Tra la fine del Quattrocento e l’Ottocento prende forma un racconto politico potente, capace di unificare differenze profonde sotto l’idea di un’unica nazione svizzera. Ma dietro l’apparente compattezza si nasconde un processo tutt’altro che lineare, segnato da tensioni, esclusioni e ambiguità che ancora oggi interrogano il dibattito pubblico.
Nel corso dell’evento, lo storico Thomas Maissen, professore all’Università di Heidelberg, e l’archeologo Luca Tori, curatore al Museo nazionale svizzero, dialogano con Maurizio Binaghi mettendo in luce il ruolo della storia, dell’archeologia e della politica nell’elaborazione di una tradizione comune: miti fondativi, simboli condivisi e narrazioni selettive diventano strumenti essenziali per dare coerenza al passato e legittimità al presente.
La discussione sarà guidata, come fil rouge, dalla visione e analisi di fonti visive storiche, utili a cogliere concretamente le modalità di rappresentazione e costruzione dell’identità nazionale.
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L'evento si svolge in collaborazione con Coscienza svizzera: